Matrimonio fulgita

Posted By borborigmos on 9 luglio 2010

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Mejis (Lux) 03 agosto 498

La piccola cappella di Saint Juvais era gremita di gente che borbottava. I parenti dello sposo, seduti sulla sinistra, attendevano orgogliosi il giovane rampollo. lungo le panche, mazzetti di gigli e calle delimitavano uno stretto cammino che conduceva diritti dal portone d’entrata fino all’altare dove il vecchio chierico attendeva con la pergamena nuziale. Sulla destra, tutta la gente che aveva voluto bene alla sposa teneva già il fiato sospeso.
Il brusio si fece più intenso quando il giovane,in alta uniforme dell’accademia militare,fece il suo ingresso al braccio della propria madre, che già aveva le guance umide per la commozione; raggiunto l’altare fece un inchino ossequioso al chierico che rispose con un cenno delle mani.
Dopo pochi minuti d’attesa il brusio quasi divenne boato. La sposa entrò, al braccio del padre, il lungo vestito bianco come la neve brillava ad ogni suo passo per i fili d’argento che vi erano intrecciati; arrivata all’altare s’inchino anch’essa al cerimoniere che dispiegò la pergamena e cominciò a parlare:
-Carissimi fratelli. In questo luminoso giorno d’estate la Dea Arphmid ha concesso a me, uomo di fede, di celebrare il rito del matrimonio fra questi giovani, che legheranno ognuno il proprio destino a quello dell’altro. Presenti di propria volontà giureranno il loro amore dinnanzi alla Dea, finché l’ultimo respiro di uno od entrambi (la sposa sentì un brivido correrle lungo la schiena) non spezzerà questo legame che solo Arphmid può unire. Siete decisi a proseguire nel vostro intento? perché solo ora potrete ripensarci poi sarà troppo tardi-.Al sì stentoreo pronunciato dai giovani il chierico diede la parola allo sposo che lesse ad alta voce la sua parte di pergamena.
-Io, Roland Deschain, figlio di Stephen e di Gabrielle, prendo te, Yelena Delgado, come mia diletta sposa, per amarti fino al giorno in cui la Dea sceglierà di dividerci; I miei occhi per vegliare sul tuo sonno, la mia voce per preservarti da ogni rischio, il mio cuore per amare te e i nostri figli la mia spada per uccidere i tuoi nemici per tutto il resto della nostra vita insieme; Ti ho amato, ti amo e ti amerò sempre Yelena Deschain Delgado-.
Dopo averle baciato entrambe le mani le passò la pergamena.
-Io Yelena Delgado, figlia di Patrick e orfana di madre, prendo te Roland come mio diletto sposo, per amarti fino al giorno in cui la Dea sceglierà di dividerci; I miei occhi per vegliare sul tuo sonno, la mia voce per richiedere i tuoi servigi, il mio cuore per amare te, le mie mani per curare ogni tua ferita, il mio ventre per darti figli sani e forti per tutto il resto della nostra vita insieme; Ti ho amato, ti amo e ti amerò sempre Roland Deschain.
Dopo avergli baciato le mani Yelena tirò fuori le fedi che aveva forgiato lei stessa in quanto figlia di un fabbro. Scelse la più grande e avendo clamorosamente sbagliato misurà la infilò al pollice di Roland anziché all’anulare. Passata la più piccola allo sposo lasciò che le venisse infilata al mignolo poiché era l’unico dito dove passava. Si sorrisero e in quel momento nella chiesa risuonò l’applauso del chierico al quale seguirono gli scrosci di tutti gli invitati alla cerimonia.
-La dea sia testimone di questi giuramenti e che nessun uomo mortale o immortale possa sciogliere questo legame- concluse il chierico congedando i presenti- Che la vostra vita sia lunga e felice-.

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