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	<title>Le Lande GRV</title>
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	<description>Progetto di Gioco di Ruolo dal Vivo: Le Lande GRV</description>
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		<title>Omicidio a Nuova Astor</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 22:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lisa Bidini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Voci dalle Sei Lande]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono stranite le espressioni di chi narra questa notizia in giro per i Sei Regni: un mercante molto facoltoso, di nome Karl Horren, è stato trovato ucciso nella sua elegante dimora di Nuova Astor. Pare che l&#8217;uomo sia stato letteralmente giustiziato, nel grande salone, il capo staccato dal collo. La capitale Zephiriana si interroga sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stranite le espressioni di chi narra questa notizia in giro per i Sei Regni: un mercante molto facoltoso, di nome Karl Horren, è stato trovato ucciso nella sua elegante dimora di Nuova Astor. Pare che l&#8217;uomo sia stato letteralmente giustiziato, nel grande salone, il capo staccato dal collo. La capitale Zephiriana si interroga sulle motivazioni di questo orrendo crimine! </p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.lelandegrv.com%2F%3Fp%3D651&amp;linkname=Omicidio%20a%20Nuova%20Astor" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="http://www.lelandegrv.com/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a> <a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.lelandegrv.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Sessione Autogestita&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 14:43:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mazzoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[La pausa estiva è sempre molto lunga per GRV-dipendenti, è nata quindi l&#8217;idea di fare una sessione unicamente organizzata dai giocatori per avere modo di parlare e scambiarsi informazioni, dato che le sessioni &#8220;normali&#8221; sono sempre piuttosto movimentate. L&#8217;idea è stata approvata dai master ed anche da una folta schiera di giocatori, quindi ci siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La pausa estiva è sempre molto lunga per GRV-dipendenti, è nata quindi l&#8217;idea di fare una sessione unicamente organizzata dai giocatori per avere modo di parlare e scambiarsi informazioni, dato che le sessioni &#8220;normali&#8221; sono sempre piuttosto movimentate.</p>
<p>L&#8217;idea è stata approvata dai master ed anche da una folta schiera di giocatori, quindi ci siamo organizzati dando vita ad una &#8220;Sessione Autogestita&#8221;; di seguito tutte le specifiche.</p>
<p><b>Importante:</b> Per partecipare è <b>necessario</b> segnalare la propria presenza entro lunedì 23 Agosto tramite <a href="http://arcangelitemplari.forumfree.it/?t=49633624"><u>questo Topic</u></a> sul forum.</p>
<hr />
<p>-Data: Sabato 28 Agosto<br />
-Luogo: Zona di Camucia<br />
-Luogo di ritrovo: ore 16:00 <a href="http://maps.google.it/maps?f=d&amp;source=s_d&amp;saddr=&amp;daddr=43.470025,11.856841&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;mra=mi&amp;mrsp=0&amp;sz=16&amp;sll=43.471359,11.858153&amp;sspn=0.010278,0.016801&amp;ie=UTF8&amp;t=h&amp;z=16"><u>Centro Affari di Arezzo</u></a></p>
<p>-Tempistica: arrivo alla casa che ospiterà il live (Casa di Luchino) entro le 17:00, ci si veste, si gioca fino a quando ci pare.</p>
<p>-Menù:<br />
Tagliatelle al Capriolo<br />
Tagliatelle ai funghi porcini<br />
Cinghiale in quantità<br />
Dolcini assortiti<br />
Vino a fiumi</p>
<p>-Contributo spese: 12-15€</p>
<p>-<strong>Regole di gioco:</strong><br />
-<span style="text-decoration: underline;">Non vengono elargiti punti esperienza</span><br />
-<span style="text-decoration: underline;">Non si può nuocere a tutti i presenti in gioco</span><br />
-<span style="text-decoration: underline;">Non si fanno rituali</span></p>
<p>-Luogo di gioco: Valle degli Avi</p>
<p>-Prologo di gioco: Concilio della Valle degli Avi</p>
<p>La fitta corrispondenza diplomatica delle settimane seguenti all’attacco alla Torre di Smeraldo è finalmente giunta a un risultato insperato: un concilio tra i rappresentanti diplomatici dei sei Regni dell&#8217;Alleanza.<br />
In territorio neutrale, alla Valle degli Avi, e con solenne giuramento di non nuocere in alcun modo ai presenti, i diplomatici si ritroveranno per discutere degli ultimi sviluppi negli equilibri politici delle Lande e trovare soluzioni concrete per sanare i rapporti tra i Regni.<br />
All’incontro sono attesi personaggi chiave dell’Alleanza pronti a dare il proprio contributo per giungere finalmente ad un fronte comune contro tutto ciò che minaccia l’esistenza stessa delle Lande.</p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.lelandegrv.com%2F%3Fp%3D637&amp;linkname=%26%238220%3BSessione%20Autogestita%26%238221%3B" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="http://www.lelandegrv.com/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a> <a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.lelandegrv.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Attacco alla Torre di Smeraldo!</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 09:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lisa Bidini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Voci dalle Sei Lande]]></category>

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		<description><![CDATA[Le difese di Linpha sono state violate! Un coro spaventato e stupefatto si alza dalle Lande, e cantastorie e viaggiatori allibiti narrano di come un losco figuro dal volto mascherato abbia sferrato un attacco inaspettato e violento alla Torre di Smeraldo, luogo più antico della Selva e deposito di immense conoscenze e ricchezze. Alla vetusta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le difese di Linpha sono state violate!<br />
Un coro spaventato e stupefatto si alza dalle Lande, e cantastorie e viaggiatori allibiti narrano di come un losco figuro dal volto mascherato abbia sferrato un attacco inaspettato e violento alla Torre di Smeraldo, luogo più antico della Selva e deposito di immense conoscenze e ricchezze.<br />
Alla vetusta torre, sede della scuola di magia del Duplice Regno, hanno accesso solamente ai maghi più talentuosi e stimati tra elfi e progenie, e di essa i piani più alti sono preclusi a tutti tranne che al Custode dei Segreti, Aelin Caercarwinn, Consorte della Regina Elesar. Ma proprio l&#8217;ultimo ed inaccessibile piano è stato oggetto di un violento attacco: una forte esplosione ne ha lacerato le antiche mura, e pare che un prezioso manufatto sia stato sottratto dal folle mago, che dai bardi viene ormai chiamato Senzavolto.<br />
E&#8217; la seconda volta in cinquecento anni che la magica difesa erta a proteggere la capitale del regno silvano viene violata, ed il panico dilaga negli animi della gente delle Lande: esiste più un luogo sicuro, al riparo dalle minacce dell&#8217;Oscurità che invade i Sei Regni?</p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.lelandegrv.com%2F%3Fp%3D628&amp;linkname=Attacco%20alla%20Torre%20di%20Smeraldo%21" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="http://www.lelandegrv.com/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a> <a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.lelandegrv.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>La Magica Armatura all&#8217;Asta</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 22:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lisa Bidini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Voci dalle Sei Lande]]></category>

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		<description><![CDATA[Un messaggero recante le insegne del Regno di Zephiria, l&#8217;aquila argentea ad ali spiegate su fondo nero, giunge in ogni stazione di posta e locanda, in ogni ospitale ed in ogni piazza, ed appende una pargamena con sù scritto: Sua Maestà Re Valgarr II, Sovrano di Zephiria, annuncia la chiusura della base d&#8217;asta per l&#8217;oggetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un messaggero recante le insegne del Regno di Zephiria, l&#8217;aquila argentea ad ali spiegate su fondo nero, giunge in ogni stazione di posta e locanda, in ogni ospitale ed in ogni piazza, ed appende una pargamena con sù scritto:</p>
<p><em>Sua Maestà Re Valgarr II, Sovrano di Zephiria,<br />
annuncia la chiusura della base d&#8217;asta per l&#8217;oggetto noto come &#8220;Armatura Incantata recante le insegne della Dea Arphmid&#8221;. Solamente coloro che hanno effettuato una loro offerta prima di questo editto, e la cui offerta ha raggiunto l&#8217;ammontare in monete d&#8217;oro deciso da Sua Maestà Valgarr II, potranno partecipare alla licitazione per il suddetto oggetto. Come annunciato, tale licitazione si svolgerà contestualmente all&#8217;asta pubblica di preziosi manufatti appartenenti alla collezioni reali, il giorno 12 di settembre, presso il Parco del Rapace, a Zephiria.</em></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.lelandegrv.com%2F%3Fp%3D624&amp;linkname=La%20Magica%20Armatura%20all%26%238217%3BAsta" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="http://www.lelandegrv.com/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a> <a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.lelandegrv.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Uno sconosciuto nella Selva</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 08:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gilraen</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Piuma d'Oca]]></category>

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		<description><![CDATA[“Gil, Gil, svegliati!! E&#8217; tardi&#8230;” Gilraen si rigirò nel letto, cercando di ignorare la voce della sorella che la stava chiamando&#8230; “Giiiiil, vuoi scendere da quel letto? Abbiamo un appuntamento importante questa mattina, non te lo ricordi?” “Uffa, Naroniel è sempre stata una specialista nel rovinare il mio sonno&#8230;.” pensò ancora mezza addormentata Gilraen. Aprì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Gil, Gil, svegliati!! E&#8217; tardi&#8230;”<br />
Gilraen si rigirò nel letto, cercando di ignorare la voce della sorella che la stava chiamando&#8230;<br />
“Giiiiil, vuoi scendere da quel letto? Abbiamo un appuntamento importante questa mattina, non te lo ricordi?”<br />
“Uffa, Naroniel è sempre stata una specialista nel rovinare il mio sonno&#8230;.” pensò ancora mezza addormentata Gilraen.<br />
Aprì un occhio e vide che la luce del sole era già alta nel cielo.<br />
“Caspita, quanto ho dormito&#8230;” si stirò e poi si mise a sedere sul letto. Da quanti anni non dormiva in quel letto, in quella stanza&#8230;. ancora prima di andare alla Torre per il suo apprendistato.<br />
Ricordava ancora quel giorno, tanti anni prima, quando sua madre era entrata a svegliarla con la colazione, privilegio raro, riservato alle grandi occasioni, ben sapendo che per qualche anno non avrebbe più visto la sua figlia maggiore che durante le visite ufficiali alla Torre.<br />
Gilraen rimase qualche attimo persa in quell&#8217;immagine di tanto tempo prima, prima che la sua vita prendesse pieghe impensabili, prima che il destino le togliesse quel sogno carezzato per tanto tempo.<br />
Naroniel irruppe nella stanza con il suo solito tatto, ponendo fine ai ricordi del passato, e cominciò a frugare nel suo armadio, tirando fuori metà dei vestiti che Gilraen aveva accuratamente piegato la sera prima.<br />
“Naroniel, ti prego, so ancora vestirmi da sola&#8230;.” disse, lievemente piccata, Gilraen, tirando una pantofola nella direzione della sorella.<br />
“Gil, saprai anche vestirti da sola, ma hai sempre la testa fra le nuvole. Ti sei dimenticata che abbiamo un appuntamento oggi, eh?” si voltò Naroniel, abbassando la testa per evitare il proiettile. Era sempre stata più agile e svelta di lei.<br />
“Sì, sì, me lo ricordo, me lo ricordo&#8230; Da quando sono tornata non fai altro che ricordarmelo. In fondo avrai tutta la vita per sopportare i tuoi futuri suoceri. Che fretta c&#8217;è? “ disse Gilraen, cominciando a vestirsi con una certa flemma, giusto per irritare la sorella.<br />
Oggi c&#8217;era la sua presentazione ufficiale ai genitori di quello che sarebbe diventato suo futuro sposo fra sei mesi, Alarion. Naroniel era agitata e comprensibilmente nervosa. Gilraen invece trovava la cosa piuttosto noiosa e seccante: era tornata a casa, nella sua amata Selva solo da qualche mese, e già le toccava una di quelle cerimonie formali che tanto detestava.<br />
Naroniel si fiondò giù per la scala: “Ti aspetto giù fra cinque minuti, la mamma è già pronta, e se ci fai fare tardi non la passi liscia!”<br />
Gilraen finì di vestirsi velocemente, non voleva far fare brutta figura alla sua famiglia. O meglio, quello che rimaneva della sua famiglia. Ormai le restavano solo sua madre e sua sorella, dopo che il padre era misteriosamente scomparso parecchi anni prima, quando lei e sua sorella erano molto piccole.<br />
Scese e si avvicinò alla madre. Le diede un bacio lieve sulla guancia e lei la ricambiò con una carezza. Non c&#8217;era mai stato bisogno di molte parole fra loro, si capivano al volo con lo sguardo, al contrario di Naroniel, che invece parlava sempre.<br />
“Su, Gil, altrimenti faremo tardi. Non vorrei dare un&#8217;impressione sbagliata a quella che sarà la nuova famiglia di tua sorella.” le disse gentilmente la madre, avviandosi all&#8217;uscita.<br />
Salirono sul calesse e dopo una mezz&#8217;ora giunsero alla casa dei genitori di Alarion. Era una bella casa al bordo della foresta, con un meraviglioso giardino fiorito e un grande prato nel quale era già presente una numerosa folla di parenti.<br />
Gilraen aveva voglia di voltare i tacchi e svignarsela furtivamente, ma sapeva di non poterlo fare. Perciò si rassegnò ad una noiosissima giornata di convenevoli sociali.<br />
Dopo le presentazioni ufficiali a tutta la famiglia, Gilraen approfittò di un attimo di distrazione di sua madre per avventurarsi nel magnifico bosco di larici che si trovava dietro alla casa.<br />
Da lì il chiacchiericcio delle persone era svanito, e rimanevano solo i rumori del bosco. Vide un piccolo sentiero che si inerpicava nel folto della boscaglia e subito lo imboccò, alla ricerca di un po&#8217; di quiete. Sollevò lievemente il lungo vestito che le impediva un po&#8217; i passi e camminò decisa in salita. Dopo qualche minuto, gli alberi si aprirono ed il sentiero finì su un piccolo poggio alberato. Da lì si godeva una meravigliosa vista su tutta la Selva, fino allo svettante profilo della Torre di Smeraldo in lontananza. Gilraen aspirò l&#8217;aria a pieni polmoni, si sedette con la schiena appoggiata ad un albero e chiuse gli occhi ascoltando il vento leggero che le agitava i capelli. Le era sempre piaciuto il vento.<br />
Rimase così, assorta ad ascoltare il rumore del vento per un tempo indefinibile.<br />
Poi, improvvisamente, sentì lo scricchiolio di un ramo alla sua destra. Subito aprì gli occhi e la mano le corse al pugnale che teneva nascosto dietro la cintura. Si voltò con i sensi all&#8217;erta e pronta ad attaccare. Vide un movimento dietro un folto cespuglio e si avvicinò lentamente. Brandendo il pugnale, si avventò sul cespuglio “Chiunque tu sia, vieni fuori!” gridò.<br />
Da dietro le foglie spuntò un cappello di feltro viola con una magnifica piuma dello stesso colore. Da sotto sbucò un viso con un&#8217;espressione impertinente, che la apostrofò “Calma, calma, mi arrendo”.<br />
Con gesti misurati, lo sconosciuto si alzò, fece una riverenza e finalmente mostrò il suo volto da sotto le falde del cappello. Era un giovane elfo, più o meno della sua età, con lunghi capelli di un biondo chiarissimo, quasi bianchi, che gli ricadevano sulle spalle. Aveva un naso piuttosto lungo, per la loro razza, notò Gilraen. Ma il suo sguardo fu attratto subito dal colore incredibilmente azzurro dei suoi occhi. Quegli occhi di ghiaccio le ricordarono subito altri occhi del suo passato, ed il suo cuore ebbe un balzo. Guardò la piuma viola sul cappello e, con voce strozzata, chiese: “Chi siete?”.<br />
Il coltello vibrava lievemente nella sua mano tremante. “Avanti, ditemi come vi chiamate e cosa ci fate qui!” disse Gilraen facendo un passo verso lo sconosciuto.<br />
“Calma, calma, non ho cattive intenzioni” disse l&#8217;elfo, alzandosi ed uscendo dall&#8217;ombra del cespuglio. Ora lo vedeva meglio: era molto alto e longilineo, con la pelle chiara, il viso con zigomi pronunciati e guance leggermente incavate. Le labbra erano sottili, ma non davano al suo volto un&#8217;espressione di crudeltà. Quando si aprirono in un sorriso, il suo volto si illuminò e Gilraen si sentì un po&#8217; più rassicurata. Ma continuava a rimanere magnetizzata da quegli occhi. Non riusciva a distoglierne lo sguardo. Come l&#8217;altra volta le era successo, si sentiva come ipnotizzata e il mondo circostante sembrava dissolversi intorno a lei. Provò una lieve vertigine.<br />
“Mi chiamo Elmerin e, come voi, sono fuggito dal rumore della festa per cercare un po&#8217; di silenzio in questo angolo di Selva. Sono un lontano parente dello sposo. E voi, come vi chiamate? Non mi sembra di conoscervi.”<br />
Gilraen osservò il giovane e, cosa che le provocò un brivido lungo la schiena, vide che era vestito completamente di viola, dalla giubba, ai pantaloni, fino al mantello. Con la voce un po&#8217; roca, disse: “Gilraen, mi chiamo Gilraen e sono la sorella della futura sposa”. Mentre diceva questo indietreggiò di un passo.<br />
Si sentiva attratta da questo giovane, ma allo stesso tempo qualcosa nel suo sguardo, o nel suo aspetto, non sapeva dirlo, la inquietava profondamente. Lui le si avvicinò e, con gli occhi fissi nei suoi, le abbassò la mano che teneva il pugnale. “In fondo abbiamo qualcosa in comune, amiamo la tranquillità e i posti solitari&#8230;” e mentre diceva questo, continuava a tenerle la mano.<br />
Gilraen si accorse in quel momento che nessuno si era accorto che lei si era allontanata e che si trovava sola con uno sconosciuto in un posto isolato. Se avesse urlato, non l&#8217; avrebbero sentita. Se avesse tentato una fuga il vestito le avrebbe impacciato i movimenti.<br />
Mentre faceva queste valutazioni, continuava a guardare gli occhi azzurro ghiaccio di Elmerin e piano piano cominciava a sentire che poteva fidarsi di lui, anche se qualcosa nel suo aspetto le risultava sempre inquietante.<br />
Lui le sfilò il pugnale dalle dita e lo lasciò cadere a terra. “Non c&#8217;è più bisogno di questo. Ormai ci siamo presentati e potete fidarvi di me”. Si avvicinò ancora e, sfiorandole il viso con la mano guantata, le disse: “Eppure mi sembra di conoscervi, Gilraen, di avervi già incontrato prima. Forse ad una festa a Corte, qualche anno fa&#8230;.”.<br />
Gilraen arrossì, indietreggiò e, balbettando, rispose: “Non so&#8230; non mi ricordo di voi. In ogni caso, adesso devo andare, è tardi e mia madre mi starà già cercando.” Distolse a fatica lo sguardo da quegli occhi e fece qualche passo sul sentiero, disse: “Devo andare, Elmerin&#8230;”.<br />
“Vorrei rivedervi, Gilraen.” disse il giovane “Vi aspetto domani mattina all&#8217; incrocio delle Quattro Querce. Sempre che vogliate anche voi rivedermi&#8230;” e, facendo un lieve inchino con la testa, si tolse il cappello sventolando la piuma viola. Gilraen, con quel balenio viola nella mente, fuggì precipitosamente lungo il sentiero ed arrivò senza fiato nel giardino, dove ancora si svolgeva la festa. Vedeva sua sorella che guardava nervosamente fra gli invitati, poi, incrociato il suo sguardo, le rivolgeva una delle sue occhiate di fuoco e si dirigeva a grandi passi verso di lei.<br />
“Ma dove diavolo sei stata fino adesso? Ti abbiamo cercata per un&#8217;ora&#8230;. Ma come sei conciata? Hai il vestito tutto rovinato. Ma che figura mi fai fare! “ la investì Naroniel con foga.<br />
“Stai zitta, una buona volta, non sono fatti tuoi! Adesso, scusami con i tuoi futuri suoceri, ma io devo proprio andarmene. Non potrei resistere qui un minuto di più!” disse Gilraen, avviandosi verso la madre.<br />
“Mamma, devo andare a casa. Non mi sento bene. Ci vediamo stasera.” disse tagliando corto e, senza aspettare la risposta, voltò le spalle e si diresse verso casa a piedi. Era una bella passeggiata, ma ne aveva bisogno per schiarirsi le idee. L&#8217;incontro con lo sconosciuto l&#8217;aveva turbata notevolmente e aveva bisogno di camminare.<br />
Cosa avrebbe fatto la mattina dopo? Sarebbe andata o no all&#8217;appuntamento? Quegli occhi e il colore viola le ricordavano un passato che avrebbe voluto dimenticare. Ma quell&#8217; Elmerin l&#8217;aveva colpita al cuore. Sapeva già che, sì, ci sarebbe andata a quell&#8217;appuntamento&#8230;.</p>
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		<title>Svelati i segreti della Rocca</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 14:51:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lisa Bidini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si susseguono i meravigliati racconti di cantastorie e viaggiatori sugli eventi che si sono verificati durante la perlustrazione della strana, antica Rocca rinvenuta dagli esploratori di Zephiria oltre il confine meridionale di Dorkadas. Al suo interno pare si fossero annidiati dei mostri, che gli avventurieri lì accorsi hanno cacciato, ma che anche nella zona si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si susseguono i meravigliati racconti di cantastorie e viaggiatori sugli eventi che si sono verificati durante la perlustrazione della strana, antica Rocca rinvenuta dagli esploratori di Zephiria oltre il confine meridionale di Dorkadas. Al suo interno pare si fossero annidiati dei mostri, che gli avventurieri lì accorsi hanno cacciato, ma che anche nella zona si trovassero dei nomadi che hanno reclamato per sè la remota fortezza, permettendo però alle genti delle Lande di esplorarla, rivelando dimenticate verità.<br />
La Rocca sarebbe infatti più antica del Grande Terremoto, ed al suo interno sono state rinvenute notizie che riguardavano la storia di Gea a quel tempo. Davanti agli esploratori si sono manifestate le immagini di coloro che solevano abitarla, entro un arcano teatro che ne mostrava le gesta, sono state scoperte antiche sepolture, svelati inganni e tradimenti. Si sussurra anche, da coloro che hanno maggiori dettagli, che da un lungo sonno sia stato risvegliato un potente arcimago, che indossa sempre una maschera sul volto, e che egli non abbia esitato ad aggredire gli avventurieri con potenti incantesimi, che quindi sia fuggito.<br />
I nomadi del deserto si sono riappropriati della Rocca dopo che le genti delle Lande si sono da essa allontanati, così riferiscono gli Zephiriani che controllano la zona. Grande è la curiosità sui costumi e le tradizioni di questi uomini di cui finora si ignora l&#8217;esistenza, che si fanno chiamare, pare, Fennec.</p>
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		<title>Matrimonio fulgita</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 10:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>borborigmos</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Piuma d'Oca]]></category>

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		<description><![CDATA[Mejis (Lux) 03 agosto 498 La piccola cappella di Saint Juvais era gremita di gente che borbottava. I parenti dello sposo, seduti sulla sinistra, attendevano orgogliosi il giovane rampollo. lungo le panche, mazzetti di gigli e calle delimitavano uno stretto cammino che conduceva diritti dal portone d&#8217;entrata fino all&#8217;altare dove il vecchio chierico attendeva con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mejis (Lux) 03 agosto 498</p>
<p>La piccola cappella di Saint Juvais era gremita di gente che borbottava. I parenti dello sposo, seduti sulla sinistra, attendevano orgogliosi il giovane rampollo. lungo le panche, mazzetti di gigli e calle delimitavano uno stretto cammino che conduceva diritti dal portone d&#8217;entrata fino all&#8217;altare dove il vecchio chierico attendeva con la pergamena nuziale. Sulla destra, tutta la gente che aveva voluto bene alla sposa teneva già il fiato sospeso.<br />
Il brusio si fece più intenso quando il giovane,in alta uniforme dell&#8217;accademia militare,fece il suo ingresso al braccio della propria madre, che già aveva le guance umide per la commozione; raggiunto l&#8217;altare fece un inchino ossequioso al chierico che rispose con un cenno delle mani.<br />
Dopo pochi minuti d&#8217;attesa il brusio quasi divenne boato. La sposa entrò, al braccio del padre, il lungo vestito bianco come la neve brillava ad ogni suo passo per i fili d&#8217;argento che vi erano intrecciati; arrivata all&#8217;altare s&#8217;inchino anch&#8217;essa al cerimoniere che dispiegò la pergamena e cominciò a parlare:<br />
-Carissimi fratelli. In questo luminoso giorno d&#8217;estate la Dea Arphmid ha concesso a me, uomo di fede, di celebrare il rito del matrimonio fra questi giovani, che legheranno ognuno il proprio destino a quello dell&#8217;altro. Presenti di propria volontà giureranno il loro amore dinnanzi alla Dea, finché l&#8217;ultimo respiro di uno od entrambi (la sposa sentì un brivido correrle lungo la schiena) non spezzerà questo legame che solo Arphmid può unire. Siete decisi a proseguire nel vostro intento? perché solo ora potrete ripensarci poi sarà troppo tardi-.Al sì stentoreo pronunciato dai giovani il chierico diede la parola allo sposo che lesse ad alta voce la sua parte di pergamena.<br />
-Io, Roland Deschain, figlio di Stephen e di Gabrielle, prendo te, Yelena Delgado, come mia diletta sposa, per amarti fino al giorno in cui la Dea sceglierà di dividerci; I miei occhi per vegliare sul tuo sonno, la mia voce per preservarti da ogni rischio, il mio cuore per amare te e i nostri figli la mia spada per uccidere i tuoi nemici per tutto il resto della nostra vita insieme; Ti ho amato, ti amo e ti amerò sempre Yelena Deschain Delgado-.<br />
Dopo averle baciato entrambe le mani le passò la pergamena.<br />
-Io Yelena Delgado, figlia di Patrick e orfana di madre, prendo te Roland come mio diletto sposo, per amarti fino al giorno in cui la Dea sceglierà di dividerci; I miei occhi per vegliare sul tuo sonno, la mia voce per richiedere i tuoi servigi, il mio cuore per amare te, le mie mani per curare ogni tua ferita, il mio ventre per darti figli sani e forti per tutto il resto della nostra vita insieme; Ti ho amato, ti amo e ti amerò sempre Roland Deschain.<br />
Dopo avergli baciato le mani Yelena tirò fuori le fedi che aveva forgiato lei stessa in quanto figlia di un fabbro. Scelse la più grande e avendo clamorosamente sbagliato misurà la infilò al pollice di Roland anziché all&#8217;anulare. Passata la più piccola allo sposo lasciò che le venisse infilata al mignolo poiché era l&#8217;unico dito dove passava. Si sorrisero e in quel momento nella chiesa risuonò l&#8217;applauso del chierico al quale seguirono gli scrosci di tutti gli invitati alla cerimonia.<br />
-La dea sia testimone di questi giuramenti e che nessun uomo mortale o immortale possa sciogliere questo legame- concluse il chierico congedando i presenti- Che la vostra vita sia lunga e felice-.</p>
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		<title>La Riconquista di Azur</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 08:17:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lisa Bidini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Voci dalle Sei Lande]]></category>

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		<description><![CDATA[La Battaglia di Azur ha condotto i risultati sperati! Le forze alleate di Delthea sono riuscite a rompere l&#8217;assedio che gli Elfi Oscuti stavano portando ormai da lunghe settimane alla città. Da quello che narrano i viaggiatori ed i messi le forze del potente Vesperon hanno sono state costrette a spostarsi a nord della città, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Battaglia di Azur ha condotto i risultati sperati! Le forze alleate di Delthea sono riuscite a rompere l&#8217;assedio che gli Elfi Oscuti stavano portando ormai da lunghe settimane alla città.<br />
Da quello che narrano i viaggiatori ed i messi le forze del potente Vesperon hanno sono state costrette a spostarsi a nord della città, costituendo un nuovo fronte, lungo una linea che dalla costa occidentale giunge fino alla Foresta di Rodilegno.<br />
Il Principe Xavier, che ha eroicamente capeggiato gli assediati, è vivo e si è recato a Porto degli Amarilli subito dopo la liberazione della capitale, così da poter essere d&#8217;aiuto nell&#8217;elaborazione di una nuova strategia, atta a cacciare definitivamente gli invasori dal Regno.<br />
La maestosa capitale delthiana ha riportato gravissimi danni, e lunga sarà la ricostruzione per riportarla agli antichi fasti.</p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.lelandegrv.com%2F%3Fp%3D604&amp;linkname=La%20Riconquista%20di%20Azur" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="http://www.lelandegrv.com/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a> <a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.lelandegrv.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Eroi si diventa</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 07:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Bertorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Piuma d'Oca]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;aria estiva della tarda mattinata iniziava a scaldarsi e nel prato antistante la vecchia magione camminava un uomo assorto nei sui pensieri, il corpo longilineo e asciutto, abiti da viaggio anonimi e una spada al fianco, in pochi avrebbero riconosciuto chi era costui,Nadir Nemiru il pupillo di Mirithul Koss e studioso arcano della accademia dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;aria estiva della tarda mattinata iniziava a scaldarsi e nel prato antistante la vecchia magione camminava un uomo assorto nei sui pensieri, il corpo longilineo e asciutto, abiti da viaggio anonimi e una spada al fianco, in pochi avrebbero riconosciuto chi era costui,Nadir Nemiru il pupillo di Mirithul Koss e studioso arcano della accademia dei Venti. dopo breve veniva raggiunto da un secondo uomo dalle vesti rosse appariscenti e da una inquietante maschera di ferro. < Nadir ti devo parlare...> La strana voce dell&#8217;uomo vestito di rosso arrivava ovattata dietro la maschera e non pareva soddisfatta. Dopo un breve silenzio Nadir ancora in parte assorto, accarezzandosi il pizzetto si volse verso l&#8217;uomo mascherato. < Lo so, avverto anche io qualcosa di strano quest'oggi. > L&#8217;uomo annui di rimando < Strano ? Strano e dir poco, ho un gran brutto presentimento, questo torneo d'arme mi pare una farsa da giutti, gli eventi recenti accaduti a Fulgis...> Nadir alzò una mano interrompendo il mago, avvertendo urla di allarmi e lo sguainare di spade. Nicodemus volse di scatto la testa alla sue spalle udendo un rantolo agonizzante. I due maghi corsero insieme per il prato dirigendosi verso i rumori di battaglia, mano ai grimori entrambi pronti a richiamare dal flusso la magia arcana, quando giunsero tutto si era concluso, a terra giaceva il corpo senza vita di Traven Songsteel, una stoccata precisa quanto crudele lo aveva ucciso, intorno al rispettato cavaliere fulgita si consumava il dramma dei compagni attoniti, poco oltre Aslen che ansimava brandendo ancora il suo spadone sanguinante, intorno a lui giacevano numerosi corpi di nemici morti. I due maghi si resero conto di essere arrivati troppo tardi e che non vi era speranza di salvare il compagno d&#8217;arme appena caduto, cosi vicini e cosi distanti nel manifestare le loro emozioni. Il mago dalle vesti rosse era rigido come una statua, non proferiva verbo, la maschera non concedeva espressione, le mani coperta da guanti erano strette a pugno e tremanti di rabbia. Nadir invece pur in quel frangente mostrava tutta la sua controllata razionalità e freddezza. < Questa perdita non ci voleva...> Furono le uniche parole sussurrate dal mago, mentre pensava a quanto sarebbe stata dura la giornata da li in avanti.</p>
<p>Aslen percorreva a grandi falcate avanti e indietro il prato a ridosso della foresta, l&#8217;uomo era sconvolto dalla rabbia e dal dolore per aver perso Traven, sentiva il bisogno di rimanere da solo per sfogare la rabbia e ricacciare indietro le lacrime, ma il grande guerriero proprio non riusciva a trovare la pace, nonostante si fosse allontanato per calmarsi, il dolore per la perdita era più forte dei suoi doveri. Qualcuno però lo aveva seguito, il mago dalle vesti rosse, quel taciturno e scontroso uomo parve infischiarsene della palese necessità di solitudine del guerriero fulgita, si avvicinatosi lui e piantò bene i piedi sul terreno e incrociando le braccia al petto deciso ad affrontarlo . Aslen voltandosi imponente in tutta la sua altezza e possanza, con sguardo colmo di rancore lo squadrava forse un pò sorpreso nel vedersi avvicinato proprio da quel strano individuo. < Lasciami solo ! > disse secco e brusco< No ! > fù la replica altrettanto brusca e senza appello del mago. < Non ce la posso fare...> disse Aslen sbottando sconfortato ,poi sue parole ruppero l&#8217;argine come un fiume in piena. Il dolore dell&#8217;uomo lo stava portando a parlare e ad esternare più di quello avrebbe dovuto dire davanti a quel muto ascoltatore dalla indecifrabile espressione metallica. < E' colpa mia ! Lui ha dato la sua vita per salvare la mia. Dovevo essere io a morire, non lui. Non Lui ! Lui doveva essere lui a portarla... > Dietro le imponenti spalle del guerriero si notava una spada, la leggendaria reliquia di Raiden, Tuono di Sangue. Nicodemus incassò le parole del guerriero mostrandosi impassibile. < Non importa chi era migliore tra voi, ora devi andare avanti. Non puoi permetterti di cedere ora, lui è morto, tu sei vivo, ora sei tu che DEVI combattere, tu DEVI essere l'esempio e lo devi fare anche per la sua memoria. > Un tono carico di rimprovero veniva riflesso oltre quella maschera di ferro mentre il mago parlava al guerriero. < Tu non capisci...lui era come un fratello per me, non posso combattere senza di lui al mio fianco. > Rispose ancora una volta Aslen colto dallo sconforto. Il mago fece mezzo passo in avanti allungando la mano e toccando con l&#8217;indice il medaglione di Raiden che pendeva al collo di Aslem < Questo ? Questo non significa nulla per te ? Sei disposto a rinunciare a tutto perchè hai perso un amico ? Sarebbe questo il rispetto che mostri al tuo Dio e per il tuo compagno caduto ? > Il mago con voce dura stava provocando il possente guerriero con quelle domande. La reazione non tardò ad arrivare, gli occhi di Aslen fiammeggiarono d&#8217;orgoglio sentendo le parole provocatorie di Nicodemus e puntandogli di rimando il dito contro. < So cosa stai tentando di fare ! Ma dovrò prima riportarlo in vita, prima di ogni cosa, solo lui merita di portare in battaglia la reliquia. > Il mago pur vedendo la minacciosa reazione del guerriero parve non scomporsi. < No ! ti consiglio di voltarti e guardare cosa sta succedendo laggiù. Li stai vedendo vero ? > A venti metri dai due si stava consumando una feroce discussione tra un gruppo di persone. < Sai perchè stanno urlando ? Gli vedi come discutono e si gridano in faccia le loro rispettive colpe ? Te lo dico io perchè...Perchè gli serve un esempio. Gli serve una guida. Guarda come sono disperati... > Aslen decise di spostare lo sguardo verso il gruppo degli avventurieri della profezia e vedeva solo rabbia e dolore, la seppur fragile unione e alleanza in battaglia si era sciolta come neve al solo quando era caduto in battaglia Traven. Lo sguardo di Aslen si fece riflessivo e tornando a guardare il mago negli occhi, nonostante la maschera. < Perchè io ? Io non ne sono degno > affermava in modo cocciuto. < Be se non lo sei lo dovrai diventare per il simbolo che porti al collo e per il sacrificio di Traven, questo sarà il tuo modo di onorare la sua memoria. Tu hai una fortuna che non potrò mai avere. > disse il mago con tono misto tra il rancore e la rabbia. < Cosa significa ? > rispose Aslen. < Cosa significa ? Ti racconto io cosa significa. Ormai molti anni fa c'era un bambino molto malato costretto ad osservare il mondo da una finestra. Non gli era permesso uscire dalla sua casa. Oltre lo studio l'unico suo svago era di osservare la strada e gli eventi che vi accadevano. Uomini, donne, bambini gli conosceva tutti dopo intere giornate passate dietro un vetro a spiarli e sapeva che per quanto fosse dura la vita di ognuno di loro e diversa dalla sua gli accomunava una gioia, un'unica gioia all'anno. Sapeva che almeno una volta all'anno per quella strada passavano in sfilata cavalieri e paladini nelle loro vesti bianche e lucenti armature. Quel giorno era una festa e ogni abitante di quel borgo, adulti o bambini che fossero aspettavano trepidanti di vederli. Quel bambino che osservava di nascosto ogni anno quei valorosi guerrieri esempio di virtù e coraggio , ambiva a diventare uno di loro da grande. Loro erano una fonte di forza e coraggio per le persone umili e semplici. Eroi da cui prendere esempio, valorosi da ricordare nei momenti bui. Guide per i caratteri deboli che altresì cederebbero davanti alle difficoltà schiaccianti della vita. Ecco quello che puoi diventare. Quello che io ho sempre desiderato e non potrò mai essere! > Il mago in genere parco di parole se non per taglienti e sgradevoli commenti a sua volta aveva mostrato qualcosa di nascosto, sebbene il suo discorso iniziò con aggressività si concluse con la voce rotta a stento dall&#8217;emozione. Aslen credette di notare delle lacrime in quegli occhi ben celati dalla maschera. Il guerriero prese le mani del mago, che tentò di ritrarsi visto quanto odiava il contatto fisico. < Grazie > dentro quella parola c&#8217;era un lungo discorso che i due si fecero con un semplice e intenso sguardo. < Vai da loro...> disse Nicodemus sciogliendosi imbarazzato dalla stretta di mano. Aslen annui e si diresse a larghi passi verso il gruppo mentre il mago lo osservava allontanarsi. < Ora basta ! > Tuonò il guerriero fulgita quindi si fece silenzio e gli avventurieri della profezia si voltarono verso di lui, guardandolo come per la prima volta. Fù quel giorno che un guerriero prese coscienza di essere un cavaliere poi diventato leggenda&#8230;</p>
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		<title>Pagine di Diario</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 07:51:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samantha</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Piuma d'Oca]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tempo scorre come granelli di sabbia all&#8217;interno di una clessidra. Veloce. Inarrestabile. Ineluttabile. Eppure una sensazione di immobilità, come di eternità, mi pervade se penso a tutti gli eventi che si sono succeduti e che incalzeranno in futuro. E&#8217; un po&#8217; come trovarsi nell&#8217;occhio di un ciclone: tutt&#8217;intorno forze inarrestabili e incontrollabili vorticano incessantemente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tempo scorre come granelli di sabbia all&#8217;interno di una clessidra.<br />
Veloce. Inarrestabile. Ineluttabile.</p>
<p>Eppure una sensazione di immobilità, come di eternità, mi pervade se penso a tutti gli eventi che si sono succeduti e che incalzeranno in futuro. E&#8217; un po&#8217; come trovarsi nell&#8217;occhio di un ciclone: tutt&#8217;intorno forze inarrestabili e incontrollabili vorticano incessantemente, mentre al centro non si muove nemmeno un alito di vento.</p>
<p>Questa strana sensazione mi pervade da quando ho messo piede all&#8217;interno della fortezza che in antico rispondeva al nome di Urania.<br />
Una città fortificata di cui purtroppo rimangono solo rovine, ma che in origine doveva essere incredibile. Una città in grado di sorvolare le Lande, di librarsi tra le nuvole come un uccello.<br />
Chi potrebbe crederlo senza aver toccato tutto questo con mano?</p>
<p>Favole, racconti, leggende. L&#8217;esperienza mi sta insegnando che spesso, sempre più spesso, dietro ad ogni storia si nasconde un fondo di verità e la verità che ne emerge è ancora più stupefacente di ciò che la fantasia potrebbe spingerci ad immaginare.</p>
<p>Quante cose dovremo ancora vedere? Quanti misteri dovremo ancora scoprire? Quanti segreti svelare prima che tutto questo abbia un senso?</p>
<p>E soprattutto, saremo in grado di assistere alla fine di questa folle corsa voluta dagli Dèi?</p>
<p>&#8230;chi può dire cosa ne sarà di noi e di questo nostro mondo&#8230;</p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.lelandegrv.com%2F%3Fp%3D597&amp;linkname=Pagine%20di%20Diario" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="http://www.lelandegrv.com/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a> <a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.lelandegrv.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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