Le Nuove Terre

Posted By on 6 aprile 2012

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Molti dei profughi erano in piedi da ore quando il sole sorse. I cacciatori si erano mossi in gruppo, per provvedere alle necessità di carne fresca, i costruttori si procacciarono legna e pietre per costruire dei ripari per i più anziani e i bambini, e dei luoghi salubri dove poter scaricare le derrate alimentari; gli esploratori arboreani si erano già tempo messi in marcia per cercare di capire come fosse fatto il luogo dove erano sbarcati. Inviarono missive al campo ogni due giorni, con i risultati del loro sopralluogo: si era giunti in una penisola, poterono dichiarare dopo circa una settimana, dopo aver scalato le prime vette di una catena montuosa che, a ovest, sembrava separare il lembo di terra dal resto di una terra molto più vasta.

“La penisola ha quasi la forma di una testa di grande animale”, scrissero. Presto al campo la si cominciò a chiamare Testa di Drago, e Scaglie del Drago furono le alte montagne a occidente.

Le navi avevano calato le ancore in un tratto di costa molto vicino alla foce di un fiume, che dalla catena montuosa attraversava la penisola formando un piccolo specchio d’acqua oltre una breve zona collinare. Il lago aveva la forma di una goccia allungata: “Pare un occhio”, disse un giovane kender, per quello fu chiamato Occhio del Drago.

Furono i cacciatori, guidati da Rahu CuorePuro, a individuare le tracce di antichi insediamenti.

I resti di una città si trovavano a sud-ovest dal luogo dello sbarco, lungo un tratto di costa riparato e protetto, un piccolo golfo. Probabilmente, data la posizione, si trattava di un antico porto. Ne restavano solo fondamenta di antichi edifici in pietra, abbandonati da decenni, mangiati da rampicanti e muschi.

Fu questo il luogo dove gli esploratori si concentrarono, cercandovi pericoli nascosti; quando parve sicuro fu quì che si spostarono i costruttori, e cominciarono ad utilizzare le pietre cadute per riparare i primi edifici. I boscaioli fornirono legna a sufficienza, mentre continuava il meticoloso lavoro di esploratori e cartografi, che scoprirono due maestose torri, ormai in buona parte crollate, lungo la costa, una a sud-est e l’altra a sud-ovest della città in rovina. Data la loro posizione si pensò a torri di avvistamento proprio a difesa del porto antico.

Prima del primo inverno le genti delle Lande poterono tutte trovare rifugio nei nuovi edifici dell’antica città, magazzini avevano accolto nuove scorte di cacciagione essiccata, di frutta secca, di legna da ardere, di pellicce e cuoio. Le Festività Invernali furono celebrate in un nuovo templio dedicato a tutte le divinità, e la nuova città fu battezzata Esperantia.

Per quanto possibile i lavori di costruzione continuarono anche durante la brutta stagione.

La popolazione, abbastanza spontaneamente, tese a riunirsi secondo il luogo di provenienza. Ogni isolato attorno alla pizza centrale, su di un modello che rispettava la planimetria originale dei ruderi, fu abitato da genti provenienti dallo stesso regno d’origine, pur si mantenne uno spirito comunitario molto forte: le genti dei Sei Regni divennero un unico popolo.

La primavera portò nuove scoperte: un altra torre d’avvistamento fu rinvenuta a nord della Testa di Drago, si affacciava su di un tratto di mare particolarmente turbolento, che pareva essere perennemente in tempesta. Ed anche tracce di un secondo, antico abitato, proprio a nord di Occhio del Drago, e immediatamente e a ovest delle colline.

Esperantia si diede delle leggi, e dei capi.

Affinchè fossero salvaguardate le tradizioni ed i costumi di ogni Regno delle Lande fu deciso che l’amministrazione della città fosse gestita da sei Magistrati, uno per ogni regno, nominato dalle sue genti e rappresentante quindi di uno dei Distretti in cui Esperantia si era divisa.

Alla Magistratura riunita era affidata ogni questione di ordine pubblico e di gestione delle risorse; all’interno della Magistratura, ogni sei mesi, la gente della città avrebbe poi scelto un Governatore, il cui voto si sarebbe contato doppio in caso di empasse decisionali della Magistratura.

Il Palazzo della Magistratura fu il più grande tra quelli rinvenuti, forse in passato era appartenuto ad un grande re: la grande sala delle udienze funse subito da arengario, ove la popolazione si riuniva per essere coinvolta nelle decisioni della Magistratura ed essere messa al corrente delle novità.

Prima della successiva estate Raphael Vandroi fu in grado di annunciare che un Portale Arcano di comunicazione con le Sei Lande era stato terminato, e presto notizie della terra natia sarebbero giunte.

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Comments

2 Responses to “Le Nuove Terre”

  1. Dresyl scrive:

    Toto scommesse su chi sono i sei magistrati !!! :D

  2. borborigmos scrive:

    Quindi dal portale arcano una missiva cartacea venne mandata nelle nuove terre da un milione di emissari di razza elfo oscuro……

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